I Social sono come la Rivoluzione Francese - SocialWebMax

Nel corso della cerimonia di apertura della Social Media Week Rome #SMWRME dell’8 Giugno scorso, abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare un interessante confronto sulla realtà attuale dei Social e le conseguenti implicazioni in ambito politico e sociale.

Intervistati da Alessio Jacona, si sono alternati diversi opinionisti; 2 in particolare hanno dato vita ad una riflessione con spunti originali che riteniamo possa essere utile raccontare.

L’On. Linda Lanzillotta (Vice Presidente del Senato – @L_lanzillotta) ha testimoniato, confessando di essere una grande amante di Twitter, quanto la velocità sui Social sia un vantaggio ma invitando allo stesso tempo a riflettere su quanto sia complicato far coincidere questo ritmo con decisioni che richiedono necessariamente più tempo.

Amo la rapidità di Twitter, ne faccio grande uso, e noto che spesso incide sui processi decisori della politica, ma manca a volte l’approfondimento indispensabile.

Riferendosi alla stretta attualità, ha dichiarato:

Ci sono figure politiche nate ed elette grazie alla rete, mettendo in moto meccanismi spesso incontrollabili da esse stesse.

Con una certa preoccupazione, l’On. Lanzillotta ha aggiunto che ci si trova a dover rendere conto sempre più alla rete che alla politica stessa, ai partiti.

La politica nella vetrina della rete è una sfida.

Proseguendo nella sua analisi, la vicepresidente del Senato ha dichiarato che la grande sfida è il cambiamento della pubblica amministrazione; una sfida culturale, organizzativa profonda della macchina burocratica. Non basta che qualcuno al vertice lo voglia, se non si mettono in moto meccanismi che siano lievito del cambiamento.

Arrivano solo reazioni e proposte riferite al breve periodo, manca a volte la visione nel medio lungo termine.

A conclusione del suo intervento, l’On. Lanzillotta ha affrontato la questione dell’agenda digitale e del suo impatto sociale, con riferimento al reimpiego del personale ed al possibile aumento dell’occupazione.

È una sfida ma, se non vogliamo fare tagli lineari, l’unico modo per ridurre la spesa e le tasse è migliorare l’efficienza.

Già in passato, con il luddismo, si distrussero le macchine portatrici di progresso perché levavano lavoro, ma è certo che con la digitalizzazione aumenterà la domanda in alcuni settori (basti pensare all’invecchiamento della popolazione), è difficile comunicare questo via social e trovare un consenso.

“Spesso la produttività parlamentare viene misurata sul numero di leggi, io la calcolerei sul numero di leggi eliminate.”

L’ultimo auspicio dell’On. Lanzillotta è stato forse poco social ma politicamente pragmatico, ha infatti sostenuto che si dovrebbe avere sufficiente stabilità affinché il giudizio elettorale arrivi dopo un percorso di tempo sufficiente per poterne vedere i risultati.

I Social sono come la Rivoluzione Francese 02 - SocialWebMax

L’intervento dell’On. Linda Lanzillotta e del Prof. Francesco Sacco alla #SMWRME

Successivamente il Prof. Francesco Sacco (Docente alla SDA Bocconi – @francescosacco) ha iniziato il suo intervento parlando di investimenti, ha spiegato che sono stati stanziati ben 7 miliardi di euro del Tesoro, più quelli derivanti dai fondi Junker, per un totale di quasi 19 miliardi per portare la banda larga.
Ha poi commentato i dati economici del nostro paese riguardo al settore internet, social ed applicativi che, a suo dire, evidenziano una rinascita dell’imprenditorialità.

Particolarmente d’effetto la sua affermazione:

I Social sono come la Rivoluzione Francese, arrivati per caso hanno cambiato tutto“.

C’è una grande opportunità di mobilità grazie ai Social. Stanotte ho dormito grazie ad Airbnb e sono arrivato qui grazie ad Uber.

Il Prof. Sacco si è poi riferito alla diffusione dei Social ricordando che prima solo i grandi dotti erano uniti tra loro, mentre i social sono capillari.

Il 97% delle persone nel mondo, ha un cellulare.

Basti pensare a paesi come il Kenya, decisamente all’avanguardia nei pagamenti telematici.
Riguardo l’agenda digitale, il Prof. Sacco ha poi portato l’esempio dell’ energia elettrica che, rispetto al vapore, consentì una distribuzione più logica e razionale ma ci vollero 50 anni per adeguare le linee, il tempo necessario al cambio generazionale, tra pensione o decesso degli addetti al vapore. Bisognerà dunque pazientare ancora per avere la tanto auspicata efficienza? E quanto?

Oggi il mobile broadband unisce 1/3 della popolazione.
Significa che i margini di crescita sono enormi, l’impatto sociale sarà davvero rilevante.

Ha concluso poi il Prof. Sacco con un’osservazione riguardo ai Social:

sono vecchi come il mondo, è atavico il relazionarsi ed il preferire qualcosa che ci sia segnalata da qualcuno che conosciamo.

Rapido botta e risposta finale tra il Prof. Sacco, che ha ricordato come Facebook sia l’unica organizzazione al mondo in grado di connettere più di 1 miliardo di persone e l’On. Lanzillotta, che si è interrogata circa l’eventuale necessità di regolamentare la possibilità di influenzare grandi masse.

I Social per il mondo dei professionisti #SMWRME - SocialWebMax

In un mondo sempre più connesso, popolato da internauti abituati a porre domande al “motore unico di ricerca” o al “social di riferimento“, come possono inserirsi i professionisti e con quale finalità?

Nel corso della Social Media Week Rome, hanno portato la propria esperienza alcuni pionieri del connubio tra rete e professionalità: Andrea Panato (Studio Panato Commercialista), Stefano Martello (FERPI, Comunicare le Professioni) e Massimo Melica (Studio Legale Melica, Scandelin & Partners).

 

Il primo a prendere la parola è stato Andrea Panato che ha immediatamente chiarito il suo approccio al mondo Social:

Il primo uso che va fatto dei social è ascoltare.

Ha proseguito spiegando che quando si ha una credibilità online è possibile il confronto con chiunque, anche con i propri clienti.

L’obiettivo finale del nostro lavoro è che il cliente sia soddisfatto, con i social è possibile sperimentare e cercare punti di incontro.

Panato ha suggerito di iniziare appunto con l’ascolto per capire se lo studio è una realtà interessante, verificare la propria immagine, costruire un percorso professionale.

Esiste un problema di sovrapposizione tra persona e professionista, ha proseguito il commercialista, ma

funzionano sul web le persone, non le aziende.

I professionisti in questo hanno un vantaggio e devono imparare a sfruttarlo, anche perché con i Social si è assistito ad un ritorno al passato con il passaparola, ed alla deontologia professionale per come è nata.

Panato ha dichiarato che qualche lavoro dai Social è arrivato, con un discreto ritorno per lo Studio. “Un bilancio quindi positivo anche se – ha ammesso – le grandi città offrono un bacino di maggiore mobilità e connettività, in provincia è decisamente più complicato.”

Importante la precisazione successiva:

Se cerchi nuovi clienti in rete non li trovi, se posti e dai informazioni arrivano.

Parlando poi della reputazione, il commercialista ha spiegato che cercare di difendersi è quasi impossibile, ma se si lavora generosamente per gli altri, l’aiuto ritorna nel momento di difficoltà.

Quanto alla gestione del tempo e del “modo”, l’opinione di Panato è che oggi nella professione bisogna ricominciare a pensare come delle startup, è giusto mettersi in discussione ed adeguarsi ai tempi anche se la velocità nelle risposte va gestita senza essere dei juke box.

Ecco i punti chiave dell’attività professionale online secondo Andrea Panato:

  • Il sito è un business plan, analizzare il nostro settore e quelli contigui.
  • Creare alleanze con clienti e fornitori rappresenta una catena del valore.
  • Ascoltare e coinvolgere i clienti.
  • È fondamentale decidere cosa smettere di fare, imparare cosa non fare, saper dire no.
  • Rafforzare il brand in rete, raccontare esperienze e case history.
  • Analizzare sinceramente se siamo interessanti.
  • Formazione ed innovazione continua, (nel suo studio vengono pagati corsi post laurea ai praticanti).
  • Scegliere sempre i migliori partner e fornitori. Meccanismo virtuoso, lavorare con il meglio ci impone di migliorare.
  • Non si va in rete per cercare clienti ma per creare relazioni.
I Social per il mondo dei professionisti #SMWRME 02 - SocialWebMax

I partecipanti alla conferenza: i Social per il mondo dei professionisti. #smwrme

 

Dopo Andrea Panato, ha preso la parola Stefano Martello che ha subito invitato a razionalizzare l’uso dei Social, riprendendoci dall’ubriacatura in cui si è finiti.

Gli strumenti Social sono spesso a tempo determinato, si pensi a Second Life passato da boom a decadenza totale.

Un altro esempio di cambiamento portato da Martello è stato quello di Twitter come nuovo veicolo di informazioni rapide: se nel caso del terremoto in Abruzzo si riempì prevalentemente di populismo e lamentele, durante quello in Emilia Romagna Twitter ha avuto un ruolo centrale nel veicolare notizie. Un cambio rapido che ha portato ad una crescita migliorativa.

Essere online h24 7/7 non aiuta ad accrescere la propria credibilità.

Un monito ai social addicted anche perché, secondo Martello, si assiste a troppa comunicazione interlocutoria da parte di chi vive connesso.

“Bisogna ricordarsi: ogni volta che scriviamo mettiamo in gioco la nostra credibilità e produttività.”

Impressionante la stima americana, riportata da Martello, secondo cui ci sarebbero ogni anno perdite pari a 10.800$ per ogni dipendente causate da distrazione, il multitasking sarebbe dunque la causa.

Creare relazione implica ascolto, ascolto implica tempo.

Per quanto riguarda il rapporto con il proprio pubblico, Martello ha ricordato che il linguaggio è sempre centrale nella comunicazione ed è inutile usare tecnicismi se l’interlocutore non è adatto.

Una parentesi riguardo la reputazione: “assistiamo ormai ad un’interazione totale tra vita professionale e personale, c’è totale inconsapevolezza nel condividere la propria vita sulla quale si gioca la reputazione.” Ha portato l’esempio di un candidato scartato dopo il colloquio per foto compromettenti postate in passato su Facebook.

Un monito poi che è insieme un consiglio ai professionisti:

A Roma ci sono più avvocati che in tutta la Francia, c’è molta competizione, bisogna esaminare non la quantità di comunicazione ma livello e qualità.

Uno strumento è valido se c’è analisi, monitoraggio. Mai dimenticarsi che in rete c’è un accreditamento professionale molto veloce.

 

Nel prossimo articolo racconteremo quanto detto durante la conferenza dall’Avvocato Massimo Melica che è poi stato così cortese da rispondere anche a qualche nostra domanda.

Immobiliare e Social, intervista ad Olivati - SocialWebMax

Il settore immobiliare tenta di rialzare timidamente la testa dopo un periodo che l’ha visto ridimensionare drasticamente fatturato e posti di lavoro (chi scrive ne sa qualcosa n.d.r.), quanto possono essere utili i Social Network agli addetti ai lavori?
Possiamo immaginare che una casa per la vita si scelga su Facebook?

Il binomio immobiliare e Social Network ha, in Italia, un precursore davvero esperto che ha saputo, negli anni, coniugare la professionalità con la simpatia e la socialità virtuale.
Abbiamo quindi pensato di chiedere questa ed altre curiosità a Giuliano Olivati.

 

D – Da quanto tempo utilizzi i Social Network e perché li usi?

R – Domandone! Facebook credo dal 2007, Twitter dal 2009 (ma per un anno l’ho lasciato in sonno perché non capivo come cavolo usarlo), poi sono arrivati gli altri.
Perché li uso? Impossibile farne a meno, a meno di non voler vivere nascostamente nel giardino di Epicuro. Oggi tutto è social e sta sui social, persino le suore di clausura sono social, che è un po’ come la quadratura del cerchio.

D – Fai un uso dei Social Networks più personale o professionale?

R – Non esiste questa distinzione per un agente immobiliare, che per definizione è in piazza, partecipa alla vita della comunità, si interessa del sociale e di politica… oggi la piazza del paese si è trasferita sul web 2.0. Da piccoli noi baby boomers giocavamo come scugnizzi nei cortili dei condomini, oggi i cortili si chiamano Facebook e Twitter.

immobiliare e social - interazione necessaria - SocialWebMax

Immobiliare e Social, un binomio possibile e necessario.

D – Immobiliare e Social, quanto l’uso di questi ultimi ha influito ed influisce ogni giorno nella tua professione?

R – Non esiste per me una soluzione di continuità tra online e offline, oggi siamo sempre online, soprattutto su Twitter, flashando i momenti importanti della giornata, anche professionale (sulla mia lapide scrivete: @olivati). La mia è una filosofia di vita “mattona”, per me tutto è sempre case-case-case, e questo sia quando lavoro che quando mi riposo o vado a fare un giro la domenica postando le foto.
Altra passione ottima per essere veicolata su Twitter è la politica, che si coniuga con l’immobiliare attraverso l’urbanistica. Le case con la loro forma, altezza e densità, la loro disposizione a formare i piani di lottizzazione e i quartieri, le strade che le collegano, i servizi, il verde urbano: questa è la qualità della vita percepita dai cittadini. Un’urbanistica sana rende sana la vita e la mente della gente, un’urbanistica sbagliata porta tutto fuori fase (pensiamo alle Vele di Scampia, non hanno creato certo loro la criminalità endemica ma ne fanno da habitat ideale).

D – Oltre 19.000 followers su Twitter, oltre 600 followers e più di 1milione di visualizzazioni su Google+, poco meno di 5.000 amici su Facebook, quasi 200 followers su Pinterest. Cos’hai contro Instagram? Scherzi a parte… quale preferisci e perché?

R – Hai dimenticato i 295 che mi seguono su FB oltre alla platea degli amici, eh! 🙂
Sulle differenze tra i social si possono fare tante tesi di laurea.

  • Facebook è la madre di tutti i social e senza non sarebbero venuti gli altri (anche se non fa figo ricordarlo). FB è come Rai Uno, nazionalpopopolare e lì sopra li becchi tutti, dalla casalinga (inquieta) di Voghera al professore universitario.
  • Twitter è un social che ha cambiato il modo di pensare, parlare e scrivere e credo di conseguenza anche la struttura della rete neuronale (cervelloni, indagate), è lo stream of consciousness puntiforme della nostra vita, è il beat della nostra giornata, è un organismo sovrapersonale a struttura retiforme, nuovo stadio dell’evoluzione umana (sarebbe contento il vecchio Teilhard de Chardin). Se mi lasciassero scegliere un unico social, quello sarebbe Twitter (ma non ditelo a mia moglie, anzi #lamoglie).
  • Pinterest è visuale e femminile, e sono le donne a scegliere le case.
  • Linkedin (sono anche lì, ti eri distratto) serve sostanzialmente alla diffusione di un profilo professionale, almeno per me che non ho tempo di infilarmi nei gruppi di discussione.
  • Google+ con le sue foto gli album i tools ecc è uno strumento professionale a costo zero, del resto io sono googolato in tutto e per tutto quindi impossibile non essere G+.
  • Instagram? Vedremo, non è un po’ troppo fighetto? 🙂
immobiliare e social - Giuliano Olivati - SocialWebMax

Giuliano Olivati in azione “Social”.

D – Mi hai colto in castagna 2 volte (lo sai che dovrò linkare Wikipedia per la citazione di Teilhard de Chardin, vero?)
Il tuo sito è, in realtà, un blog nel quale proponi riflessioni, dati economici ed immobili in vendita, senza la classica “galleria” o “mappa di ricerca” che adottano quasi tutte le agenzie immobiliari. Come mai?

R – Perché il mini-portale con le animazioni in flash ha fatto il suo tempo, e oggi i blog sono il modo più efficace di realizzare una comunicazione attraverso il web. Il mio blog, www.olivati.com, usa la piattaforma Blogger di Google e ha ben due motori di ricerca in bella vista, per cui se tu digiti “trilocale bergamo condominio canarie” lo trovi.
Perché non faccio una sezione “pensierini” distinta dagli annunci commerciali? Ma perché questa distinzione non esiste, io sono un agente immobiliare professionale, vendo e affitto case e parlo di case, senza soluzione di continuità.

D – Il tuo impegno verso l’aggiornamento tecnologico e la “socializzazione” degli agenti immobiliari si traduce spesso in corsi e meeting, organizzati dalla Fiaip Bergamo (della quale Olivati è Presidente n.d.r.).
Quindi “condividi” anche quando sei offline. Non sei geloso dei tuoi segreti?

R – Ma quando mai? Insegno anche marketing e webmarketing immobiliare al corso per l’esame abilitante alla professione di agente immobiliare tenuto dalla camera di commercio, quindi sono solo felice di condividere. Alla fine quel che si riceve dagli altri è sempre almeno pari a quel che si dà.

immobiliare e social - la casa si compra sui social - SocialWebMax

Immobiliare e Social: la casa si sceglie su Facebook?

D – Sei pronto per Periscope? A quando i virtual tour in diretta nelle case?

R – Attendo l’app per Android! Però attenzione, i consumatori le case devono venire a vederle e “vivere” di persona, i video e il live streaming servono solo come antipasto per un’esperienza 3D diretta e naturale. Anche per trovare l’ammòre si può cominciare con la cam, ma poi tocca passare al caro vecchio incontro in carne ed ossa 🙂

 

Ringraziamo Giuliano Olivati per la simpatia, la disponibilità e l’analisi che ci porta a pensare che immobiliare e Social non possano più stare troppo lontani.

Agenti immobiliari in ascolto: adeguatevi!

Elezioni USA 2016- (s)volta di Periscope - SocialWebMax

Le elezioni USA del 2008 hanno visto trionfare Barack Obama grazie ad un sapiente uso dei Social Network come Twitter, ma non solo.

Una delle trovate più innovative riguardò l’uso dei video, a tal proposito riportiamo un paragrafo dell’interessante articolo scritto da Luigi De Michele su NoLimitMarketing.it.

“Altro punto di forza della strategia di Obama, è stata la scelta di condividere contenuti video che potrebbero essere definiti come “Dietro le quinte” della campagna: periodicamente, sono stati condivisi video di Barack Obama in momenti di vita quotidiana, insieme alla moglie o insieme al suo staff. La qualità dei video pubblicati non ha uno stampo professionale, nonostante il budget lo permettesse, e la scelta di utilizzare attrezzatura amatoriale è stata ben precisa: Obama non ha voluto contrastare i caratteri di semplicità e genuinità dei video pubblicati, mostrandosi ai cittadini americani come un uomo qualunque, un cittadino come un altro. La scelta di non creare video particolarmente elaborati è stata anche dettata dalla volontà di evitare che il caricamento dei video stessi potesse essere troppo lento per alcuni utenti, che non avrebbero avuto dunque la possibilità di visualizzare il contenuto.”

Il risultato delle produzioni video nella campagna 2008 di Obama fu di 110.000.000 visualizzazioni (110 milioni, un numero impressionante) che, sommato al coinvolgimento ottenuto su tutti i Social Networks (non solo i maggiori ma anche quelli più di nicchia), portò al voto il 65% degli americani, un numero mai raggiunto dalle elezioni del 1908, ed alla Casa Bianca il primo cittadino afroamericano della storia.

Il celebre tweet con cui Barack Obama annunciò la vittoria e ringraziò i followers. SocialWebMax

Il celebre tweet con cui Barack Obama annunciò la vittoria e ringraziò i followers.

 

Elezioni USA 2016, sarà la volta di Periscope?

Anche per le elezioni del 2016, i Social si preannunciano centrali nelle strategie di marketing degli Staff: ecco il tweet con cui ieri Hillary Clinton ha annunciato la sua corsa alla Casa Bianca.

Hillary Clinton annuncia su Twitter la sua candidatura a presidente USA. Userà anche Periscope? - SocialWebMax

Hillary Clinton annuncia su Twitter la sua candidatura a presidente USA. Userà anche Periscope?

 

Vista l’enorme curiosità che sta destando il nuovo Social Network, Periscope, che consente la trasmissione e la visione di video in streaming da dispositivi mobili, viene da pensare che più di un candidato farà tesoro dell’esperienza Obama e punterà su video backstage per emozionare e coinvolgere l’elettorato, mostrandosi in diretta e senza (apparenti) filtri o suggeritori.

Persicope consentirebbe di comunicare in diretta usando il mezzo più emozionante ed incisivo, il video, attraverso lo strumento che tutti gli americani portano sempre con sé: lo smartphone.

Sempre Hillary Clinton ha cominciato subito a puntare sulla comunicazione emozionale, diffondendo su Youtube un video di grande impatto mediatico.

Appare dunque scontato l’uso che i candidati faranno delle immagini e dei video, probabilmente utilizzando i media non tradizionali, che consentono anche di targettizzare i messaggi a seconda del pubblico al quale ci si rivolge, sapremo presto se lo faranno anche utilizzando Periscope.

Stiamo a guardare… dal periscopio.

E voi, che ne pensate?