Successo con YouTube - 3 consigli di Anna Covone #smwrme - SocialWebMax

Una conferenza coinvolgente quella di Anna Covone (TuttoSuYoutube) alla Social Media Week Rome: Anna ha disegnato un quadro completo dello scenario video attuale, dispensando consigli e “case history”. Al termine, ne abbiamo approfittato per farci dare qualche prezioso suggerimento.

Successo con Youtube: 3 consigli di Anna Covone 01 - SocialWebMax

 

Video su Facebook o su Youtube?

Il primo suggerimento di Anna Covone è quello di caricare video nativi su YouTube o su Facebook, senza linkare i primi sulla piattaforma di Zuckerberg perché in questo modo vengono penalizzati. Da quando è stato impostato l’autoplay, i video su Facebook ottengono enorme visibilità, a patto che siano nativi, appunto.
Ovviamente la creazione e l’editing del video devono adeguarsi al Social su cui quest’ultimo verrà pubblicato.

“Sebbene su Facebook i video raggiungano numeri importanti la loro vita su YouTube è decisamente più lunga.”

È bene sapere che un progetto editoriale su YouTube richiede investimenti importanti, non basta pubblicare contenuti riciclati o pubblicità create per altri media: nessuna strategia può fondarsi solo sul messaggio promozionale.

 

A cosa serve YouTube?

Anna ha diviso in 4 categorie di “scopo” i vantaggi che possono derivare dall’uso professionale di YouTube:

Awarness

  • associare il brand ad un prodotto
  • associare il brand ad uno stile di vita
  • diventare influencer di un target
  • aumentare la propria credibilità mettendoci la faccia

Engagement

“IMPORTANTE: Le dimensioni del pubblico non determinano la forza della community, meglio pochi ma buoni.”

Traffico

  • portare traffico sul proprio sito

Conversioni

A questo proposito, Anna Covone ha fornito importanti indicazioni:

“Non basta mettere una keyword per essere in serp, esistono query specifiche per apparire con un video nella serp.”

Google infatti cerca di individuare l’intento della ricerca, se cerco un’azione si presuppone il mio interesse verso un video.

Anna Covone - i segreti di YouTube alla SMWRME - SocialWebMax

Quali sono le query YouTube che fanno apparire un video in serp Google?

 

Tutte le query transazionali non comportano la visione del video in serp.

Google non inserisce dunque in serp video palesemente diretti alla vendita, la mission diventa quindi quella di usare i video per convertire, strutturando ad esempio i video come delle “landing pages“, usando cioè i pulsanti per linkare a pagine esterne create appositamente per approfondire gli argomenti trattati nel video.
Anna ricorda che tramite Analytics noi possiamo tracciare ogni singolo link, quindi avere un feedback dettagliato dei risultati ottenuti.

Un altro nuovo sistema utile per convertire sono le schede: si può infatti inserire un prodotto in vendita con il link “compra, ad esempio su Google merchant center.

“Esistono molti giovani che creano video con link di affiliazione da grandi portali ecommerce (come Amazon) , guadagnando dal proprio canale. Si tratta di un’opportunità molto concreta.”

 

Il video aumenta la comprensione del prodotto del 74%.

L’info marketing è dunque uno strumento molto efficace ma, dopo il “video info“, bisogna inviare il visitatore ad una landing riferita al prodotto.

Anna Covone ha ricordato un altro valore aggiunto di YouTube: “aiuta ad aumentare il valore di ciò che fai”.
Basti pensare che il 53% degli americani afferma che YouTube influenza i propri acquisti, un classico esempio sono gli “unboxing video” (quelli nei quali lo youtubber apre la confezione di un prodotto davanti alla telecamera e ne descrive ed analizza il contenuto) che arrivano ad ottenere numeri stratosferici di visualizzazioni.
Oltre il 60% degli americani tra i 13 ed i 24 anni acquisterebbe prodotti consigliati da influencer su YouTube.

Due classici esempi di YouTube Star:

“In termini di viralità”, ricorda Anna, “YouTube ha una piattaforma che favorisce il business essendo contemporaneamente: motore di ricerca, social network e blog personalizzabile”.

“Le persone vogliono essere emozionate, ispirate. Bisogna creare spirito di emulazione.”

 

Anna Covone alla SMWRME - SocialWebMax

 

Youtube e l’importanza del packaging.

La nascita di alcuni generi particolari di video ha portato molte aziende a curare il packaging in maniera maniacale; non solo per gli “unboxing“, abbiamo infatti scoperto che esiste una grande quantità di sfumature e di generi differenti di video virali quali:

  • Unboxing (apertura e descrizione prodotto)
  • Torture test (si sottopone il prodotto a test di resistenza)
  • Hauls (si mostra dettagliatamente o si indossa un articolo appena acquistato)
  • Pickup (consigli per conquistare ragazze)
  • How to (le classiche video guide)
  • Tours home (video in cui si mostrano le case)
  • Empties (si mostra e si descrive il contenuto delle borse portate a casa dopo lo shopping)
  • Giveaways (concorsi legati ai video con promozioni speciali per tempi prestabiliti)
  • Favorites (lo youtubber spiega le sue preferenze per un prodotto)
  • Vs. (il classico confronto fra 2 prodotti simili)
  • Parodies (video parodie di qualcuno o qualcosa)

 

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Youtube case history.

Anna Covone ha raccontato un paio di casi di successo per aiutare a comprendere l’importanza del canale e fornire ispirazione per i prossimi progetti:

  1. Claudio Di Biagio ed MSC Crociere: la compagnia ha lasciato il vblogger libero di agire e di creare nel suo stile ed ha confezionato un’offerta dedicata a coloro che avrebbero prenotato la “Crociera dei giovani” dai video dello Youtubber (#bellodemamma in crociera). Nel suo stile ed in totale trasparenza, Claudio nei suoi video ha spiegato che non sarebbe stato pagato da MSC per realizzare i video ma che avrebbe ricevuto una percentuale sulle prenotazioni provenienti dal suo canale. Una sfida dunque, per entrambe le parti e le sfide coinvolgono sempre.
  2. Gabriele Saluci e Trivago. Il portale aveva twittato “2 giorni a Barcellona con 200€, tutto compreso” ed il travel blogger ha sfidato il portale di viaggi che ha accettato. È nato l’hashtag #sfidalowcost con i relativi video, molto divertenti che hanno generato tassi di conversione decisamente alti.
  3. L’Oreal e Destination Beauty: la celebre azienda francese aveva un canale YouTube con 15 milioni di visualizzazioni ma solo 23 mila iscritti. Ha quindi creato un altro canale “Destination Beauty” nel quale sono persone vere a parlare di cosmetici, a provarli, ottenendo 505.000 visualizzazioni totali e ben 116.000 iscritti.

“Le views non sono obiettivi, su YouTube vince la spontaneità, l’autenticità.”

 

YouTube spiegato dallesperta italiana Anna Covone #smwrme - SocialWebMax

Anna Covone alla Social Media Week Rome #SMWRME

 

I consigli di Anna Covone per un progetto video di successo:

  • Attenzione a come si analizzano i dati: “Facebook pone a 3 secondi il tempo utile per contare la visualizzazione, Youtube monitora anche il tempo totale.”
  • Importante trovare e rispondere a domande che già ci sono, intercettare un’esigenza, “dobbiamo generare una community”.
  • Bisogna avere un progetto originale, efficace (deve produrre risultati ed essere compatibile con la strategia di marketing totale) e sostenibile (poter offrire sempre la stessa qualità con ritmi regolari).

Cosa funziona al 100% su Youtube?

  • QUALITÀ: devo superare ciò che già esiste. Completezza di contenuti, chiarezza.
  • INTRATTENIMENTO: sempre! La creatività è naturale estensione del nostro entusiasmo.
  • CALL TO ACTION: non dirette ma conseguenza del coinvolgimento creato.
  • STORIE: al centro non deve esserci il prodotto ma la storia.
  • NON SOLO VIDEO: costruire un brand, un personaggio. Bisogna umanizzare il brand e creare la community, non basta caricare solo video.
  • SEO SEEDING: un buon lavoro di SEO può aumentare i risultati fino al 50%.
  • EDITING: Nelle prime 24/48h Youtube fa salire i nuovi video per testarne le le performance, quindi mai pubblicare un contenuto non ottimizzato!

 

Al termine della conferenza, abbiamo potuto rivolgere alcune domande ad Anna riguardo il suo lavoro e chiederle qualche altro suggerimento professionale per raggiungere i migliori risultati con Youtube.

Quando hai cominciato ad essere youtubber? Avevi già un progetto o sei partita con l’idea di provare?

Assolutamente no! Lavoravo in azienda e TuttosuYouTube era solo un esperimento e un posto dove “appuntarmi” quello che, via via, imparavo di nuovo. Il canale e l’esperienza da YouTuber sono venuti qualche mese dopo ma, devo ammetterlo, anche in quel momento non c’era un progetto preciso quanto invece la consapevolezza dell’assenza di guide all’ottimizzazione che andassero oltre il caricamento di un video.

 

Come hai accennato nel corso della conferenza, quanto è importante creare un diverso editing per diversi canali (principalmente youtube e Facebook)?

Pensiamo che sono due ambienti diversi in cui i video vengono fruiti in maniera differente. Su Facebook i video vengono trovati in maniera casuale mentre su YouTube vengono appositamente cercati: questi e altri fattori influenzano il livello di attenzione sui video che a sua volta andrà a influenzare anche le nostre strategie di editing. 

 

Quanto è difficile spiegare le dinamiche di YouTube al titolare di un’azienda? In sintesi: cerchi tu i clienti o sei contattata da chi già conosce il tuo “stile”?

Far comprendere la natura sociale di YouTube è un’operazione ancora troppo difficile perciò io preferisco lavorare con clienti e aziende che siano già fortemente motivati ad utilizzare YouTube e soprattutto che ne comprendano l’importanza, che credano nello strumento. Sono i clienti a contattarmi tramite il mio blog, perché hanno visto un video, letto una guida oppure hanno assistito a una mia conferenza.

 

Potresti svelare 3 trucchi per creare un video di forte impatto?

In che settore? Per quale pubblico? Ecco, la situazione si complica. Io dico sempre che un video è un buon video quando dopo averlo visto, ti viene voglia di vederlo di nuovo oppure di farlo vedere a qualcun altro. Questo credo debba essere il risultato a cui puntare. Per video informativi, quindi di carattere meno leggero, un buon risultato si raggiunge quando la visione del video ci invoglia a rimanere in contatto con quel canale o quel personaggio. Quindi parte tutto dall’editing, dall’esposizione (se è un Vlog) e dalla capacità di ascoltare il pubblico; un pubblico che dovrebbe essere presente nella mente di chi scrive e realizza i video.

Non svelerò 3 trucchi ma ecco tre consigli per il successo di un canale:

– un buon editing e la capacità di sintesi nei video;
– una forte Mission del canale e un’identità visiva coerente con i valori e il pubblico;
– i video devono sembrare dialoghi e non monologhi. Non dimentichiamo le call-to-action!

 

Cosa consiglieresti a chi volesse oggi approdare da zero su youtube?

Vista la confusione che accompagna la nascita di molti canali YouTube, consiglierei innanzitutto di stabilire i propri obiettivi. Cosa voglio fare su YouTube e cosa rappresenta per me? Altrimenti avere un canale YouTue potrebbe risultare un’esperienza frustrante. Un secondo consiglio è quello di non sentirsi mai arrivati e cercare, video dopo video, di migliorarsi sempre di più. A volte i risultati su YouTube stentano ad arrivare… ma noi cosa facciamo per rendere migliori i nostri video?

 

Ultima curiosità: è ancora possibile creare un business regalando informazioni? Tu sei generosissima, come fai? Hai dei trucchi che non sveli a nessuno?

Secondo me è possibilissimo, una strada sicuramente più percorribile del guadagnare con il semplice advertising.
Io, per esempio, non guadagno direttamente dalla mia attività di informazione quotidiana ma indirettamente tutto ciò mi aiuta a risparmiare tempo nell’acquisizione di clienti e a poter scegliere più liberamente a quali progetti dedicarmi. A questo si affianca sicuramente la possibilità di poter fare delle pubblicazioni e dei corsi. Ci sono tantissimi business che utilizzano l’infomarketing in maniera più energica di quanto faccia io, ma la regola rimane sempre la stessa: solo seminando valore, si raccoglie valore.

 

 

Ringraziamo Anna per il suo tempo ed i suoi preziosi consigli.

Voi avete già un canale YouTube? Avete trovato spunti interessanti? Vi è venuta voglia di aprire un nuovo canale?

Raccontatecelo!

Elezioni USA 2016- (s)volta di Periscope - SocialWebMax

Le elezioni USA del 2008 hanno visto trionfare Barack Obama grazie ad un sapiente uso dei Social Network come Twitter, ma non solo.

Una delle trovate più innovative riguardò l’uso dei video, a tal proposito riportiamo un paragrafo dell’interessante articolo scritto da Luigi De Michele su NoLimitMarketing.it.

“Altro punto di forza della strategia di Obama, è stata la scelta di condividere contenuti video che potrebbero essere definiti come “Dietro le quinte” della campagna: periodicamente, sono stati condivisi video di Barack Obama in momenti di vita quotidiana, insieme alla moglie o insieme al suo staff. La qualità dei video pubblicati non ha uno stampo professionale, nonostante il budget lo permettesse, e la scelta di utilizzare attrezzatura amatoriale è stata ben precisa: Obama non ha voluto contrastare i caratteri di semplicità e genuinità dei video pubblicati, mostrandosi ai cittadini americani come un uomo qualunque, un cittadino come un altro. La scelta di non creare video particolarmente elaborati è stata anche dettata dalla volontà di evitare che il caricamento dei video stessi potesse essere troppo lento per alcuni utenti, che non avrebbero avuto dunque la possibilità di visualizzare il contenuto.”

Il risultato delle produzioni video nella campagna 2008 di Obama fu di 110.000.000 visualizzazioni (110 milioni, un numero impressionante) che, sommato al coinvolgimento ottenuto su tutti i Social Networks (non solo i maggiori ma anche quelli più di nicchia), portò al voto il 65% degli americani, un numero mai raggiunto dalle elezioni del 1908, ed alla Casa Bianca il primo cittadino afroamericano della storia.

Il celebre tweet con cui Barack Obama annunciò la vittoria e ringraziò i followers. SocialWebMax

Il celebre tweet con cui Barack Obama annunciò la vittoria e ringraziò i followers.

 

Elezioni USA 2016, sarà la volta di Periscope?

Anche per le elezioni del 2016, i Social si preannunciano centrali nelle strategie di marketing degli Staff: ecco il tweet con cui ieri Hillary Clinton ha annunciato la sua corsa alla Casa Bianca.

Hillary Clinton annuncia su Twitter la sua candidatura a presidente USA. Userà anche Periscope? - SocialWebMax

Hillary Clinton annuncia su Twitter la sua candidatura a presidente USA. Userà anche Periscope?

 

Vista l’enorme curiosità che sta destando il nuovo Social Network, Periscope, che consente la trasmissione e la visione di video in streaming da dispositivi mobili, viene da pensare che più di un candidato farà tesoro dell’esperienza Obama e punterà su video backstage per emozionare e coinvolgere l’elettorato, mostrandosi in diretta e senza (apparenti) filtri o suggeritori.

Persicope consentirebbe di comunicare in diretta usando il mezzo più emozionante ed incisivo, il video, attraverso lo strumento che tutti gli americani portano sempre con sé: lo smartphone.

Sempre Hillary Clinton ha cominciato subito a puntare sulla comunicazione emozionale, diffondendo su Youtube un video di grande impatto mediatico.

Appare dunque scontato l’uso che i candidati faranno delle immagini e dei video, probabilmente utilizzando i media non tradizionali, che consentono anche di targettizzare i messaggi a seconda del pubblico al quale ci si rivolge, sapremo presto se lo faranno anche utilizzando Periscope.

Stiamo a guardare… dal periscopio.

E voi, che ne pensate?

Social Network- 1 italiano su 2 è su Facebook- SocialWebMax

Social Network ed Internet in Italia: i dati diffusi dal Censis.

I dati diffusi alla fine del mese scorso dal Censis, riguardanti l’uso che gli italiani fanno dei mezzi di comunicazione, forniscono lo spunto per alcune interessanti riflessioni sulle opportunità che la rete offre e, se letti attentamente, consentono di anticipare il mercato indirizzando i propri investimenti e predisponendo attività di marketing più accurate ed efficaci.

Il primo dato di rilievo è che circa il 71% degli italiani è connesso ad Internet (anche se solo il 6% dispone di una connessione a banda larga).

Indispensabile dunque, nella pianificazione di una campagna pubblicitaria, includere una consistente parte di investimenti nel web, forti anche della straordinaria possibilità di selezionare accuratamente il proprio target di riferimento, massimizzando quindi l’investimento. Se non possiamo far a meno di riconoscere che il 96,7% della popolazione dispone di una TV e l’83,9% di una radio, è ormai certo che nessuno strumento tecnologico è in grado di raggiungere obiettivi di pubblico tanto precisi quanto Internet.

Social Network o Radio/TV, dove investire?

Siamo davvero sicuri che gli appassionati di una determinata trasmissione TV possano essere interessati al nostro prodotto o servizio?
Se invece ci rivolgeremo a coloro che stanno effettivamente ricercando quel prodotto o servizio, non saremo più un fastidioso spot che interrompe un programma, bensì una utile risposta ad una necessità, nel momento esatto in cui quest’ultima si manifesta.
Per non parlare dei costi.
A questo si aggiunga che, in base ad uno studio condotto dalla Nielsen, il 47% degli intervistati dichiara di navigare in rete mentre guarda la TV e ben il 39% si tiene aggiornato su alcuni programmi TV solo per poter partecipare ai relativi dibattiti sui Social.

Social Network- 1 italiano su 2 è su Facebook- foto webtv - SocialWebMax

Social e TV sembrano ormai inseparabili e, proprio grazie ai Social, si possono raggiungere gli utenti della TV.

 

Banda larga: una rarità.

Non dovrebbe passare in sordina il dato riguardante la velocità di connessione: appena il 6% degli italiani può usufruire di una connessione veloce.
Indispensabile dunque creare contenuti “leggeri e fruibili da tutti, anche le pagine web devono essere curate in termini di “peso, evitando l’abbandono da parte dei visitatori per manifesta impossibilità di visualizzare i contenuti.

Social Network- 1 italiano su 2 è su Facebook- foto vecchio tablet - SocialWebMax

Prima di pubblicare contenuti, verificare che siano fruibili dalla maggior parte degli italiani che dispone ancora di connessioni lente. Foto Hossam el-Hamalawy .

 

Social Network: Facebook leader indiscusso.

Sempre dal rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, emergono dati molto interessanti riguardo i Social Network: ben il 50,3% della popolazione è iscritto a Facebook, più di 1 su 2, compresi i neonati e gli ultraottantenni.
L’utenza connessa a Facebook diventa del 62,5% se si considera solo la popolazione compresa tra i 15 e gli 80 anni (circa l’80% del totale).
Se ci riferiamo agli under 30, la percentuale di utenti iscritti a Facebook arriva al 77,4%!

A conferma del trend di crescita delle webTV e della comunicazione video “non tradizionale“, YouTube raggiunge il 42% degli utenti, ben il 72,5% tra i giovani.

Twitter si conferma un Social di nicchia, utilizzato dal 10,1% degli italiani, parliamo in ogni caso di oltre 6 milioni di persone, molte più degli spettatori medi di un programma del Sabato sera in TV.

Facebook: video in crescita esponenziale.

Qual è l’uso che gli utenti fanno del Social Network più amato?
I video sembrano mostrare una crescita impressionante, passando da 1 miliardo di visualizzazioni al giorno nel mese di Giugno 2014 a ben 3 miliardi di video/giorno di Dicembre 2014!

Pur essendo ancora distante dai volumi generati da YouTube, il trend dei video su Facebook conferma il successo della comunicazione visiva, meglio se filmata, contro quella testuale.

A questo proposito, presto affronteremo il fenomeno Periscope che, appena acquisito da Twitter, si sta già imponendo come novità di successo nell’ambito dei Social Network.

Social Network- 1 italiano su 2 è su Facebook- foto iphone - SocialWebMax

Continua il trend di crescita dei video sui Social Network.

 

I numeri di Facebook.

A conferma del successo, arrivano i numeri del maggiore Social Network al mondo: introiti pubblicitari cresciuti del 58% nell’ultimo anno.
Frutto certamente della grande quantità di utenti, delle politiche espansive e delle importanti acquisizioni degli ultimi tempi (da Instagram a Whatsapp) ma prevalentemente della possibilità, per gli inserzionisti, di raggiungere target di utenti molto precisi, ottimizzando al massimo i propri investimenti e creando interazioni bidirezionali con il proprio pubblico.

 

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